No Review – Succi e la sua “Carne cruda a colazione”: il buffet è servito

C’è chi, a colazione, preferisce pane burro e marmellata, chi cornetto e cappuccino, chi quella all’americana, e chi si fa bastare il caffè. E poi c’è Giovanni Succi, che per colazione ci propone dell’(in)aspettata carne cruda.

Carne Cruda A Colazione” è il secondo album di inediti di Giovanni Succi, meglio conosciuto come autore e co-fondatore, assieme a Bruno Dorella, dei Bachi da Pietra, gruppo rock-blues dalle sfumature tipicamente noir. Uscito il 20 settembre 2019 per La Tempesta Dischi – Soviet Studio, “Carne Cruda A Colazione” vede la produzione di Ivan A. Rossi (Baustelle, The Zen Circus, Dimartino), che già aveva lavorato sul precedente disco, “Con Ghiaccio” (2017, La Tempesta Dischi).

Giovanni Succi ci propone una colazione di dieci portate di carne viva, cruda, battuta al coltello pezzo dopo pezzo, condita con un pizzico di ironia tagliente e servita su un letto di amaro realismo, pronta per essere assaporata. La voce, cupa e tenebrosa, rende la carne ancora più sanguinolenta, ancora più viva. Il menù prevede come prima portata una dissacrante Povero Zio, una freccia scagliata contro tutti quei dispensatori di moralità e opinioni gratuite, soliti acquistare sul sito opinionedizio.god, mediante P(r)ayPal.

Come un continuum, prosegue poi Algoritmo, una critica, in stile synth pop, contro il trionfo della superficialità dell’ascolto. Superficialità dalla duplice sfaccettatura: da una parte, quella delle piattaforme digitali, che tramite semplici algoritmi propongono silenziosamente all’ascoltatore quale canzone ascoltare, privandolo della sua concreta capacità di scelta. Dall’altra, la superficialità dello stesso ascoltatore, capace di ridurre la musica a mera tappezzeria e merce per aggiornare le playlist. In realtà, la musica è ben altro. E ce lo fa capire lo stesso Succi, nella traccia Arti: le arti, proprio come gli arti inferiori del corpo umano, servono a tenerci in piedi, unico sostegno concreto contro l’incerto traballare della vita. 

Una risposta velata (ma non troppo) al romanticismo a volte un po’ dozzinale, cantato dal dilagante it-pop, è rappresentata da Melliflui, ossia tutti quei “domatori di peluche” intenti a gorgheggiare banalità dai loro cuori”. Carne Cruda A Colazione” potrebbe, quindi, sembrare un album per cuori duri, cinici e solitari, ma, in realtà, anche Giovanni Succi è dotato di un lato romantico, in stile puramente rock’n roll. Con Cabrio, infatti, scopriamo il romanticismo secondo Succi: una macchina, una birra, musica calma, l’universo che si accende e “un manto cobalto crivellato di nei”. E, come Succi, anche noi “scivoliamo via”, magari verso l’infinito, accompagnati dalla dolcezza del pianoforte di Tristan Martinelli e dagli archi di un eccezionale Rodrigo D’Erasmo degli Afterhours. E poi c’è Grigia, dove l’autore riesce a trovare l’amore nascosto dalla fitta nebbia di Alessandria, come “il grappolo buono sta dietro la foglia”.

Il menù offerto da Succi prevede, ancora: Grazie Per L’Attesa, presentata inizialmente mediante fischiettii e un marcato giro di basso, per poi svilupparsi in un jingle in loop, pubblicizzante l’assenza di sentimenti quando il cellulare non prende; La Risposta, un manuale d’istruzioni elettronico-dance, per il giorno in cui scopri di aver sbagliato tutto nella vita; Meglio Di Niente, canzone fatta per la notte, di cui lo stesso autore consiglia un uso adulto; infine, Balene Per Me nuova hit estiva, in un universo parallelo.

Carne Cruda A Colazione”, sicuramente, non è un album fatto per compiacere o per rendere più o meno felice qualcuno, ma andava fatto. Un album schietto, dissacrante, puramente rude. Quella proposta da Giovanni Succi è, per certo, una colazione che al primo assaggio ti spiazza, ti lascia un gusto amaro e notevolmente forte in bocca, rugginoso come il sangue. Un pasto a base di carne, però, capace di inebriarti il palato e la mente. Insomma, una volta gustato non puoi fare altro che mangiarne ancora, per poi scoprirti un insaziabile crudista.

Adriana Stancapiano

Autore dell'articolo: Adriana Stancapiano

Avatar
Mi basta poco per essere felice: la musica. Fervente nemica di ogni tipo di pregiudizio